Dosio-cantina0002-1920x1280 Nata nel 1974 per passione e per hobby, l’azienda è oggi una realtà affermata nel panorama dei vini piemontesi di fama mondiale, con una produzione di notevole livello qualitativo. È situata sulle colline nella zona di La Morra, nel cuore delle Langhe, in una posizione incantevole: a cinquecento metri sul livello del mare, la vista spazia sulla piana di Cuneo e di Torino, fino alla splendida cornice delle Alpi, dalle Marittime al Massiccio del Rosa.

La cascina preesistente, risalente alla metà del XVIII secolo – come testimoniano le antiche travi riportate alla luce nella sala per la degustazione – è stata completamente ristrutturata. Nuove vigne si sono aggiunte ai possedimenti originari, i vecchi vigneti hanno lasciato spazio ai nuovi impianti e al Dolcetto, si sono affiancati il Nebbiolo da Barolo, la Barbera, la Freisa, il Merlot ed il Cabernet per i Langhe Doc.

Ogni intervento è stato realizzato nel segno del rispetto delle tradizioni, al fine di creare continuità tra passato e presente.

Il parsimonioso utilizzo della tecnologia senza alterare i ritmi naturali, ottimizza il processo produttivo. Grazie a un’attenta cura della vigna si producono uve di qualità, la materia prima fondamentale per ottenere grandi vini.

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Barolo, “il vino dei re, il re dei vini”

Sembra che i vini delle Langhe venissero apprezzati già in epoca romana. Se ne trova traccia negli scritti di Giulio Cesare, Tito Livio e Plinio. Tuttavia, devono passare parecchi secoli prima che venga menzionato il nome Barolo.

La prima citazione risale agli inizi del XVIII secolo in un carteggio tra mercanti inglesi e l’ambasciatore dei Savoia a Londra. All’epoca il Barolo era un vino dolce e frizzante. Per la nascita del Barolo moderno si deve aspettare il XIX secolo e la Giulia Colbert, marchesa di Falletti, che decise di produrre nei possedimenti di Barolo un vino simile a quelli francesi. Fu chiamato un famoso enologo francese, Louis Ouidart che portò nelle Langhe le tecniche di vinificazione utilizzate in Francia. I risultati furono ottimi e vennero apprezzati anche dalla corte sabauda, tanto da definire il Barolo il “vino dei re, il re dei vini”.

I Savoia non si limitarono ad apprezzarlo, ma cominciarono a produrlo nei propri vigneti. Un altro autorevole estimatore del Barolo fu Camillo Benso conte di Cavour, che introdusse le nuove tecnologie nella sua tenuta di Grinzane. La zona di produzione del Barolo venne delimitata ufficialmente nel 1927, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del “Decreto sui vini tipici”. Il riconoscimento della DOC è del 23 aprile 1966, la DOCG è del 1 luglio 1980.